Synopsis
Bear è il tipico ragazzo timido e introverso, che ha difficoltà a dichiarare la sua cotta a una ragazza, Nikki, sua amica e collega di lavoro, più socievole e decisa di lui. A seguito dell’ennesimo tentativo fallito di dar voce ai propri sentimenti, Bear, pur di provarle tutte, si getta in un gesto disperato ma apparentemente innocuo: utilizza un “one wish willow”, un bastoncino che esaudirà il desiderio di chiunque lo spezzi. Bear esprime un desiderio ben preciso, ovvero che Nikki lo ami più di qualsiasi altra persona al mondo. Ma, a sue spese, imparerà che bisogna stare attenti a ciò che si desidera e che, soprattutto, ogni desiderio ha un prezzo.
Review
4 min read
Recensito da Achille
· 30. April 2026
Curry Barker, che con questa pellicola segna la sua entrata nel mondo del cinema vero e proprio, utilizza abilmente un espediente irrazionale per trattare in modo ampio due temi oggi molto discussi, che si influenzano vicendevolmente: le relazioni tossiche e il consenso.
Lo sviluppo della pellicola mira a raccontare l’evoluzione dei personaggi, della loro identità e dei loro valori, senza soffermarsi troppo su ciò che è giusto o sbagliato — due termini ambigui nel mondo delle relazioni — ma piuttosto per porre una domanda dalla risposta potenzialmente raggelante: cosa siamo disposti a fare pur di essere amati?
Lo sviluppo della pellicola mira a raccontare l’evoluzione dei personaggi, della loro identità e dei loro valori, senza soffermarsi troppo su ciò che è giusto o sbagliato — due termini ambigui nel mondo delle relazioni — ma piuttosto per porre una domanda dalla risposta potenzialmente raggelante: cosa siamo disposti a fare pur di essere amati?
Il personaggio di Nikki risponde in modo esaustivo al quesito: qualsiasi cosa. La ragazza, infatti, è vittima di una sorta di incantesimo o ipnosi, il cui aspetto soprannaturale è gestito abilmente dal regista, fornendo quel tanto di informazione necessaria a nutrire l’interesse dello spettatore senza però saturarlo.
Dopo l’esaudimento del desiderio amoroso di Bear, Nikki sviluppa una vera e propria dipendenza da lui: non può distaccarsene neanche per un secondo, cerca disperatamente di farlo sentire amato e tenta di far funzionare una relazione che non ha nulla di autentico.
Il suo comportamento mette in scena tutti quei cliché tipici di una relazione tossica, estremizzandoli: urla, pianti isterici, omicidi e minacce di suicidio diventano all’ordine del giorno. Il tutto, però, è condito con una sana dose di autoironia, peculiare di una coppia che è un capolavoro di squilibrio: lei ossessionata e dipendente, lui terrorizzato e spaesato.
Dopo l’esaudimento del desiderio amoroso di Bear, Nikki sviluppa una vera e propria dipendenza da lui: non può distaccarsene neanche per un secondo, cerca disperatamente di farlo sentire amato e tenta di far funzionare una relazione che non ha nulla di autentico.
Il suo comportamento mette in scena tutti quei cliché tipici di una relazione tossica, estremizzandoli: urla, pianti isterici, omicidi e minacce di suicidio diventano all’ordine del giorno. Il tutto, però, è condito con una sana dose di autoironia, peculiare di una coppia che è un capolavoro di squilibrio: lei ossessionata e dipendente, lui terrorizzato e spaesato.
Nikki diventa così metafora di chi, in una relazione, scambia l’amore per un compito: soddisfare il proprio partner.
La devozione si trasforma in schiavitù, ogni accortezza diventa parte di un protocollo e l’identità personale sbiadisce fino a ridursi a eco dei bisogni e dei desideri altrui.
Ed ecco che il consenso cessa di essere una scelta rinnovata ogni giorno e diventa accettazione passiva, una rinuncia silenziosa.
La devozione si trasforma in schiavitù, ogni accortezza diventa parte di un protocollo e l’identità personale sbiadisce fino a ridursi a eco dei bisogni e dei desideri altrui.
Ed ecco che il consenso cessa di essere una scelta rinnovata ogni giorno e diventa accettazione passiva, una rinuncia silenziosa.
«L'amore è il progetto di farsi amare... colui che vuole essere amato non desidera la servitù dell'amato. Ma se è amato da un automa, non è più amato.»
L’essere e il nulla, Jean-Paul Sartre
L’essere e il nulla, Jean-Paul Sartre
Bear, dall’altra parte, subisce un’evoluzione molto più complessa, senza servirsi di un innesco soprannaturale, il che rende il tutto ancora più terribilmente realistico.
Nella prima parte della pellicola non ha vere e proprie colpe: agisce inconsapevolmente, senza sapere che, una volta spezzato il bastoncino, ciò che desiderava si sarebbe realizzato davvero.
Quando i comportamenti di Nikki diventano eccessivamente bizzarri e inquietanti, decide di chiamare il numero che trova dietro la confezione contenente l’oggetto mistico. L’operatore con cui parla, dopo avergli comunicato che i desideri ormai espressi non possono essere annullati, gli rivela una verità che Bear non vedeva — o che forse non voleva vedere: amare qualcuno significa anche prendersene cura. Ma, a questo punto, la pellicola si fa ancora più enigmatica.
Nella prima parte della pellicola non ha vere e proprie colpe: agisce inconsapevolmente, senza sapere che, una volta spezzato il bastoncino, ciò che desiderava si sarebbe realizzato davvero.
Quando i comportamenti di Nikki diventano eccessivamente bizzarri e inquietanti, decide di chiamare il numero che trova dietro la confezione contenente l’oggetto mistico. L’operatore con cui parla, dopo avergli comunicato che i desideri ormai espressi non possono essere annullati, gli rivela una verità che Bear non vedeva — o che forse non voleva vedere: amare qualcuno significa anche prendersene cura. Ma, a questo punto, la pellicola si fa ancora più enigmatica.
Nikki, infatti, diventa un corpo, un involucro che ospita due personalità: l’originale e quella programmata per amare Bear. Quest’ultimo dovrà quindi prendersi cura della ragazza di cui era innamorato o di un automa sentimentale?
Da qui, l’immagine di lui si deteriora irreversibilmente.
Infatti, quando viene messo di fronte alla sofferenza di Nikki, che in un momento di lucidità gli chiede di porre fine alla sua vita, lui si volta, come se non volesse affrontare il problema, poiché ciò implicherebbe ammettere che la relazione non è mai stata genuina. La richiesta di Nikki mette in scena un dilemma con cui chiunque abbia vissuto un legame sentimentale si è scontrato almeno una volta: fino a che punto siamo disposti a sacrificare la libertà altrui pur di nutrire l’illusione di un amore?
Quando qualcuno è dipendente da noi, il confine tra cura e possesso diventa spaventosamente sottile.
Bear è spaventato ma, allo stesso tempo, troppo egoista per misurarsi con il possibile rifiuto di Nikki, anche a costo di mantenerla in catene.
Da qui, l’immagine di lui si deteriora irreversibilmente.
Infatti, quando viene messo di fronte alla sofferenza di Nikki, che in un momento di lucidità gli chiede di porre fine alla sua vita, lui si volta, come se non volesse affrontare il problema, poiché ciò implicherebbe ammettere che la relazione non è mai stata genuina. La richiesta di Nikki mette in scena un dilemma con cui chiunque abbia vissuto un legame sentimentale si è scontrato almeno una volta: fino a che punto siamo disposti a sacrificare la libertà altrui pur di nutrire l’illusione di un amore?
Quando qualcuno è dipendente da noi, il confine tra cura e possesso diventa spaventosamente sottile.
Bear è spaventato ma, allo stesso tempo, troppo egoista per misurarsi con il possibile rifiuto di Nikki, anche a costo di mantenerla in catene.
Una dinamica che riecheggia Together di Michael Shanks, nel suo modo di rappresentare l’amore come vincolo deformante.
Tuttavia, giunti alla fine della pellicola, come espressione estrema di una psiche portata allo stremo, Bear commette qualcosa di irreversibile. In questo senso, forse, il film vuole presentarci una soluzione, una verità aspra ma necessaria: a volte, la cosa migliore da fare è imparare a lasciar andare.
«Laddove c'è potere, non c’è mai un consenso puro, ma una sottomissione camuffata.»
Michel Foucault
Michel Foucault
In conclusione, il film d’esordio di Curry Barker riesce a essere contemporaneamente disturbante, autoironico, splatter (senza scadere nella ostentazione), dotato di rara profondità nell’affrontare temi delicati e profondamente radicati nella realtà contemporanea.