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Avatar: Fire and Ash
2025 • 197 min

Avatar: Fuoco e Cenere

Avatar: Fire and Ash
3.0
🤍 IMDb

Synopsis

La pellicola riprende esattamente dal finale del precedente, The way of water.  Jake e la famiglia Sully, nel tentativo di scomparire dai radar del popolo del cielo, sono fuggiti dalle isole fluttuanti per nascondersi tra quelle del clan dell’acqua. 
Un impedimento tuttavia non consente di trasferirsi definitivamente nella loro nuova casa: Spider, il ragazzo “adottato” è impossibilitato a vivere in un mondo così ostile per l’uomo, su un pianeta nel quale perfino l’aria non è compatibile con la sua specie. La famiglia Sully decide allora di intraprendere un ultimo viaggio (o così credono) per riportare Spider nella base di ricerca umana, sulle isole fluttuanti.
Un susseguirsi di ostacoli tra cui tribù ostiche, alleanze inaspettate e letali, costringerà il popolo dei Na’vi a riunirsi ancora una volta per affrontare l’unico grande nemico: l’uomo.

Review

3 min read
Recensito da Achille · 16. December 2025
Il terzo capitolo della saga di James Cameron, non si differenzia dagli altri due, sia in positivo che in negativo.
Gli effetti speciali sono sensazionali, stupefacenti, scrupolosamente curati in ogni dettaglio: dal colore della flora, ai comportamenti selvaggi delle creature autoctone. 
Lo spettatore si ritrova in una specie di documentario di National Geographic ritraente un mondo lontano, alieno, ma percepito come nostro, di una bellezza che ci sembra familiare.
E questo è sempre stato un topos letterario nella trilogia: James Cameron ci ricorda che la contemplazione della natura è un’esperienza comune a tutti, ed è universalmente idilliaca e catartica.
 
Se da una parte però la pellicola riesce senza ombra di dubbio a veicolare questo messaggio visivamente, non riesce a fare altrettanto con la sceneggiatura ed il ritmo, monotono e soprattutto ripetitivo. Il terzo capitolo della saga nasce essenzialmente come “prolungamento” del secondo. James Cameron, infatti, dalla stesura di  The way of water, intuì che non sarebbe bastata una pellicola e la divise in due; ma, evidentemente, “metà storia” non è sufficiente per tenere una tensione ed un interesse costante e vivo per tre ore.

Il primo ed il secondo capitolo si sviluppano a partire da una trama lineare, che, se pur non originalissima, risulta convincente e rappresenta una solida base per la costruzione dei temi che la saga si propone di affrontare; in quest’ultimo invece, assistiamo ad un montaggio di tre ore e diciassette minuti di ampliamento di trama frenetico ma fuori controllo. Si inizia dal dilemma di Spider, potenziale araldo della distruzione di Pandora, successivamente si passa alla presentazione dei “Mercanti del Vento” e del popolo della cenere, segue poi l’alleanza di quest’ultimo con gli umani, si approfondiscono i traumi della famiglia Sully, con Jake che si impegna nel suo ruolo di  Pater familias, Neytiri che ormai vive nell’odio, Lo’ak che cerca di elaborare il lutto del fratello, Kiri che indaga il suo rapporto con Eywa e non dimentichiamoci di Quaritch, il cui arco narrativo è pressoché il medesimo di quello precedente. James Cameron forse era incerto su quale strada prendere, ed ha quindi deciso di percorrerle un po’ tutte, contemporaneamente.

Lo spettatore viene così esposto a una successione di scenari, senza però avere il tempo necessario per immergersi davvero in ciascuno di essi, poiché la narrazione si sposta rapidamente da un personaggio all’altro.
Tra le strabordanti vicende presenti nella pellicola alcune riescono tuttavia a coinvolgere  lo spettatore: la lacerazione interna di Jake, ad esempio. Un padre scisso tra il sacrificare il proprio figlio per la sua famiglia, il suo popolo, la sua casa o tenerlo in vita ed accettare così il rischio che gli umani potrebbero studiarlo per comprendere la chiave della sopravvivenza umana su Pandora (e quindi la distruzione di quest’ultima). Un aporia, un fardello il cui peso è percepito anche sulle nostre spalle grazie ad un climax ascendente degno del racconto biblico di Abramo ed Isacco. 
In aggiunta, le varie storie percorse dai personaggi, confluiscono tutte in una battaglia finale in stile Avengers, con un esito fin troppo ripetitivo e prevedibile, intuibile già dall’incipit del film. 
 
In conclusione, il terzo capitolo della saga si impone come l’apice spettacolare dell’intero progetto, distinguendosi per un uso degli effetti speciali di indubbia efficacia e ambizione visiva. Al tempo stesso, però, è proprio questa sovrabbondanza a mettere in luce le sue fragilità strutturali: una sceneggiatura dispersiva, incapace di governare con rigore i numerosi filoni narrativi che intreccia, e una durata estesa fino alle tre ore che finisce per compromettere la tenuta dell’attenzione dello spettatore, più sollecitata dall’impatto sensoriale che realmente sostenuta da una progressione narrativa coerente e necessaria.
 
 

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